strutture ricettive, collegamenti, presenze, sport, monumenti naturali, salvaguardia del territorio

Nell’anno trascorso il turismo in Sardegna è cresciuto. I dati sul movimento turistico nelle strutture ricettive isolane da gennaio a ottobre 2006, ha registrato un +3,24% rispetto allo stesso periodo del 2005.
Il totale delle presenze sempre negli alberghi e nei residence un+4,07%, coprono quasi l’80 % delle strutture ricettive della Sardegna.
In totale gli arrivi in Sardegna sono passati da 1.676.240 del periodo gennaio-ottobre. 2005 a 1.720.863 del periodo gennaio-ottobre. 2006 registrando un +2,66%.
Le presenze totali stesso periodo sono invece passate da 9.150.909 a9.397.558 con un +2,70%.
Sono dati che dimostrano ancora una volta quanto l’immagine turistica della Sardegna sia viva e attraente.
Nel 2007 sono stati avviati ben 15 voli low cost, Nottingham (Ryanair) : Pisa (Ryanair), Barcellona (Ryanair), Bruxelles (Bruxells Airlines),Dublino (Ryanair) ecc..

Dal 2003 al 2005 c’è stato un incremento dei passeggeri arrivati con questi voli in Sardegna del 350%. Nel 2006 continua la crescere con un + 21,67%. Dagli 821.287 passeggeri low cost del 2005 si è passati a 999.266 passeggeri del 2006. Cresce anche il traffico ordinario degli aeroporti, collettivamente il traffico passeggeri in porti e aeroporti sardi dal 2005 al 2006 cresce sfondando la quota di 11 milioni di persone in movimento.

Ma dietro i dati positivi dell’aumento dei passeggeri e dei collegamenti low cost, ci sono ancora molte criticità da dover sopperire come problemi di carattere organizzativo interno, sviluppato della promozione del comparto turistico, la concorrenza dei paesi emergenti del bacino del Mediterraneo, e su problemi di carattere più strettamene locale: fiscalità, standard di qualità, trasporti ed infrastrutture, servizi turistici, destagionalizzazione del mercato, naturalmente squilibri delle zone interne con la costa.

Oggi la Sardegna, vanta una afflusso di turismo sempre crescente, grazie alla risorsa più importante il suo territorio, con faraglioni che si ergono dal mare come il Pan di Zucchero di Masua, scogli granitici scolpiti dal vento e dall'acqua come Capo d'Orso di Palau, voragini e torrioni calcaree con le pareti a picco, valli scoscese, boschi millenari, spiagge di sabbia bianchissima, lagune e stagni, sono questi i monumenti naturali di cui l'isola è piena.

Con la legge quadro del 1989, la Sardegna tutela questo suo bene più prezioso. Con tale legge infatti sono state definite le aree da tutelare. Sono stati individuati 8 parchi regionali, 60 aree protette, 24 monumenti naturali e 16 aree di rilevante interesse naturalistico. A queste aree si aggiungono le Oasi W.W.F.

Ma ancora molto resta da fare, alcune comunità infatti, non hanno lasciato le polemiche sui confini delle perimetrazioni e su come collegare lo sviluppo economico agli usi consolidati, senza deformare le tradizioni millenarie originali, ma allo stesso tempo facendo dell'ambiente una nuova risorsa economica per le zone interne, che sono state emarginate dal boom turistico delle zone costiere.

Tra i monumenti naturali più visitati e portando anche un ritorno economico nella zone è “la Perda 'e Liana” è il più famoso e particolare tacco della Sardegna.
Ricade nel territorio comunale di Gairo; si tratta di un enorme torrione calcareo di era Giurassica, modellatosi a causa dell'erosione dell'acqua nel corso di milioni di anni. Con i suoi 1293 metri m., è anche il più alto fra i tacchi dell'Ogliastra. Gli altri tacchi si ritrovano più a sud, a partire dal vicino Monte Tònneri, fino ai tacchi di Isara, di Seui, Osini, Ulassai e Jerzu.
Il terreno è poco fertile e a tratti separato dalla nuda roccia. Tra i cespugli vive il cinghiale, mentre sulla vetta raramente capita di poter scrutare l'aquila reale.
I rischi maggiori derivano dal fatto che l'intera zona è sottoposta ad incendi dolosi, nel periodo compreso estivo, fattore che partecipa a impoverire considerevolmente la biodiversità della zona.

Oggi la Sardegna sta sfruttando anche i diversi sport che possono essere praticati nell’isola tra cui il windsurf, oggi Capo Mannu è conosciuto come la capitale italiana del surf e del windsurf. Durante le mareggiate di maestrale è possibile scrutare onde di 4-5 metri ed è sicuramente il luogo in Italia dove tali elementi sono più frequenti. Dal punto di vista del surf, è stato scoperto verso la fine degli anni '80 da alcuni surfisti e windsurfisti della zona, e tuttora, rappresenta in Europa una delle mete più famose per la pratica di questo sport che attira centinaia di persone da tutto il mondo.